Firenze Marathon un grande dolore annebbia la gioia di migliaia di podisti.

Mi ero fermato con la mia macchina fotografica al km. 41.100 della maratona in attesa di veder passare tutti i runners che conosco oltre a quelli della Uisp Chianciano. Non ho ancora scaricato le foto non ho avuto la forza di farlo, forse a Luigi  ho fatto anche uno scatto, Lui era li a 100 metri dai miei occhi sembrava un normale incidente di percorso ho visto solo le gambe in alto come quando ti prendono i crampi e dopo un attimo ho visto il medico che stava facendo un massaggio cardiaco, da li non ho più avuto la forza di guardare ho continuato a cliccare più come un dovere che come un piacere, una signora con le lacrime agli occhi, i lenzuoli bianchi per nascondere la tragedia che si era consumata. L’obbiettivo di chi corre la maratona da amatore è quello di arrivare al traguardo gioire per il tempo raggiunto, condividere la felicità con i tuoi amici, parenti, figli e festeggiare la Tua meta raggiunta, Luigi non ce l’ha fatta, ha lasciato migliaia di podisti  e non, con il dolore e con la tristezza di chi anche se ha realizzato l’impresa sente dentro di se un nodo che gli blocca la forza di gioire.

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